Obiettivi di Solidarietà 2009 - 2010
OBIETTIVO FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’
Un aiuto concreto da attuare, tramite la Caritas, a tutte quelle famiglie che, a causa della crisi economica, sono diventate i nuovi poveri della società. Crisi economica, crisi morale, crisi totale. E allora scende in campo “Viterbo con amore”, per aiutare quelle famiglie cadute nella voragine della povertà. Grazie anche alla sensibilità della Fondazione Carivit, che si è resa disponibile a contribuire al progetto. Titolare del progetto denominato, appunto, “Sostegno alle famiglie in difficoltà” sarà la Caritas diocesana, cui andranno una parte del ricavato della vendita dei biglietti della solidarietà e le donazioni versate su un conto corrente intestato alla Caritas stessa. I fondi saranno finalizzati ai servizi di mensa, ai buoni per i generi alimentari e per gli indumenti, al centro di ospitalità “La Tenda”, al sostegno per il diritto allo studio, alla salute e alla gestione della casa.
OBIETTIVO DIVERSAMENTE ABILI
Cooperare, con la cooperativa sociale “Città aperta”, alla realizzazione di un centro servizi per favorire la mobilità delle persone diversamente abili. Alex Zanardi docet. Poter disporre di un aiuto, essere in grado di guidarla, vuol dire incrementare l’autonomia della persona e migliorare il livello qualitativo della sua vita. Il corridore automobilistico che perse entrambe le gambe in un incidente ne è una testimonianza. A Viterbo, la cooperativa sociale “Città aperta”, è impegnata a far sì che chi è colpito da un impedimento possa recuperare autonomia. Si prefigge infatti di realizzare un centro servizi per chi desidera ottenere la patente di guida, anche con ridotta capacità di movimento. Nel centro sarà possibile trovare personale preparato e attrezzature in grado di agevolare il cimentarsi dei diversamente abili ai test di guida. Un progetto ambizioso cui “Viterbo con amore” ha deciso di aderire.
OBIETTIVO “GLI ANGELI DI LORENZO”
Aiutare il comitato di Corchiano, nato dopo la scomparsa del piccolo Lorenzo, a realizzare un pronto intervento della Cri, per avere un soccorso più veloce. Lorenzo, un amore di bambino che il destino sottrae alla vita e all’affetto dei suoi genitori, diventa il simbolo della lotta contro la lentezza dei soccorsi. Così si forma un comitato spontaneo che, sull’onda dell’emozione, ma anche della necessità, progetta di realizzare a Corchiano un presidio di pronto intervento coordinato e gestito direttamente dalla Croce Rossa. Ecco allora “Gli angeli di Lorenzo”, che la onlus “Viterbo con amore” ha deciso di aiutare nel loro progetto perché non ci siano più morti che si potrebbero evitare. E’ stato già aperto un conto corrente presso la filiale di Corchiano del Banco di Brescia (Codice Iban: IT65G 03500 73050 0000000 13000). Il resto dei fondi arriverà dalla generosità di chi aderirà alla campagna di “Viterbo con amore”.
OBIETTIVO “PER LA VITA AUTONOMA”
Cooperare con l’associazione per “La vita autonoma” al reinserimento sociale delle persone con disabilità, anche attraverso il supporto diretto alle famiglie. Avere una vita autonoma è una cosa normale per la maggior parte delle persone. Ma c’è anche chi non può averla. Ecco perché l’associazione per “La vita autonoma” svolge attività atte a favorire l’inserimento sociale delle persone con disabilità, mirando al superamento delle condizioni di disagio, anche attraverso il supporto diretto alle famiglie. Gli interventi hanno come obiettivo l’acquisizione o il recupero dell’autonomia personale e sociale dell’utente sulla base di una valorizzazione delle capacità possedute. L’associazione dà sostegno alle famiglie di 15 soci, offrendo la possibilità di uscire di casa per qualsiasi incombenza: fare la spesa, una passeggiata, uno spettacolo, un evento. “Viterbo con amore” ha voluto sposare anche questa causa.
OBIETTIVO BAMBINI DI GAZA
Far sì che i bambini della striscia di Gaza, teatro del conflitto tra palestinesi e israeliani, possano ritrovare un po’ di serenità, con la realizzazione di un parco giochi. Giocare mentre intorno cadono le bombe si può. Anzi, è un dovere degli adulti aiutare i piccoli della striscia di Gaza a divertirsi, malgrado la guerra. “Viterbo con amore” vuole aiutare quei bambini a recuperare un po’ della sana incoscienza che caratterizza l’infanzia allestendo per loro aree attrezzate per il gioco, di piccola e media grandezza, con la speranza di far tornare sulle loro labbra il sorriso e far dimenticare seppure brevemente il mondo che li circonda. I fondi destinati al progetto saranno gestiti in loco. La realizzazione si articola in cinque momenti: selezione delle aree, pulizia e messa in sicurezza, acquisto dei giochi, installazione, rendicontazione e rapporti di attività.
Obiettivi di Solidarietà 2008 - 2009
Progetto Diabete
Per questa edizione l’associazione di volontariato “Viterbo con amore” ha deciso di aiutare i giovani con diabete. La Onlus viterbese ha infatti stabilito di inserire nella campagna di solidarietà 2008-09 un obiettivo che fosse dedicato ai malati di diabete. Per questo contribuirà all’acquisto di due apparecchiature fondamentali nella cura e nella prevenzione di questo tipo di malattia: un retinografo e un ecografo portatile. Il primo serve per visionare il fondo dell’occhio. Poter effettuare uno screening approfondito, per la dottoressa Claudia Arnaldi, pediatra diabetologa, è importantissimo, visto che la retinopatia diabetica è la prima causa di cecità nella popolazione in età lavorativa. Fare prevenzione è fondamentale in quanto, se curata in tempo, la retinopatia è reversibile. Questo macchinario, all’avanguardia nel settore, essendo digitale, sarà di fondamentale importanza in quanto consentirà ai medici di creare un archivio con gli esami oculistici di tutti i pazienti, con la possibilità di verificare, costantemente, lo stato della malattia in ogni singolo paziente. Non solo gli occhi, tra gli altri organi colpiti dal diabete anche il cuore e i reni. Per questo “Viterbo con amore” ha deciso di donare un ecografo portatile. I diabetici sono persone fortemente a rischio di cardiopatia ischemica ma anche nefropatia e avere a disposizione un ecografo portatile darà la possibilità a tutti gli specialisti di fare delle visite accurate di prevenzione. Il macchinario - come auspicato dal reparto di Nefrologia dell’ospedale di Belcolle guidato da Sandro Feriozzi - in quanto trasportabile avrà altresì il pregio di poter raggiungere tutti quei pazienti che, afflitti da difficoltà motorie, non potranno raggiungere i centri. Due macchinari alla base di un progetto molto ambizioso che prevede la nascita, a Viterbo e provincia, di centri diabetologici che potranno monitorare i pazienti afflitti da questa malattia. L’obiettivo è quello di creare una rete integrata per l’assistenza ai diabetici, dando vita a dei presidi assistenziali che possano dare la possibilità, a tutti, di essere sottoposti a controlli essenziali senza alcuna perdita di tempo. Ciò grazie anche alla sensibilità della Fondazione Carivit, che si è resa disponibile a contribuire al progetto. Obiettivo: acquisto di macchinari per la gestione integrata del paziente con diabete nella Ausl di Viterbo. Un retinografo per accertare la capacità visiva. Un ecografo portatile per prevenire la nefropatia diabetica.
Progetto ETA BETA
Eta Beta è un’associazione di volontariato che si occupa di ragazzi con handicap psichico e dal 2000 organizza week end per loro in modo da offrire un servizio alle famiglie che chiedono un aiuto per quei giorni di festa non coperti dai servizi socio-assistenziali, solitamente il sabato e la domenica che, per i ragazzi in gravi difficoltà e i loro genitori, si traducono in momenti di solitudine e affanno. Il finanziamento di “Viterbo con amore” consentirà di portare a 24 le uscite, garantendo così a tutti i 70 ragazzi con handicap mentale medio e grave che frequentano il Centro socio-riabilitativo Eta Beta di usufruire di almeno due uscite all’anno. Ciascun week-end vede la partecipazione a turno di cinque ragazzi e quattro operatori dei quali uno assume l’incarico di responsabile del progetto. Il gruppo dei ragazzi rispetta in genere i gruppi che durante l’anno svolgono attività al Centro socio-riabilitativo Eta Beta, mentre gli operatori sono scelti dal neuropsichiatria infantile che ha la supervisione dei progetti e che segue i ragazzi. L’idea di organizzare fine settimana da passare con i ragazzi di Eta Beta è nata in collaborazione con l’Unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile della Ausl per permettere ai genitori di ritrovare e riappropriarsi di momenti di normalità. Infine, l’esperienza rappresenta per gli operatori del Centro Eta Beta, che seguono i ragazzi durante tutto l’arco dell’anno, una verifica “sul campo” delle competenze raggiunte nell’autonomia e nella comunicazione, che rimangono i settori d’intervento prioritari per tutte le attività che si propongono al Centro socio-riabilitativo Eta Beta e soprattutto un’occasione unica per approfondire la conoscenza dei ragazzi e per rafforzare i legami di reciprocità e di relazione in un contesto di piacere, benessere e divertimento. Il bacino d’utenza del progetto è relativo al comune di Viterbo e di altri comuni viciniori: Montefiascone, Orte, Soriano nel Cimino, Tuscania, Vetralla. Obiettivo: organizzazione di week end per i ragazzi con handicap mentale medio e grave accompagnati da operatori neuropsichiatrici. Soggiorni a contatto con la natura per settanta ragazzi.
Progetto Casa Famiglia
Il Comune di Vetralla sta realizzando una casa famiglia per l’accoglienza di minori con una situazione di disagio familiare che non permette loro una crescita serena e armoniosa. Il disagio può essere causato da una grave inadeguatezza delle funzioni genitoriali, da abusi sessuali, dalla precarietà socio-culturale ed economica, dalla precarietà delle condizioni igieniche familiari, da difficoltà gestionali educative e da instabilità affettivo-relazionale-familiare. A fronte di situazioni familiari in cui risultano evidenti condizioni di disagio che non garantiscono un clima adeguato alla crescita armoniosa dei minori e quando gli interventi di prevenzione e sostegno a opera dei servizi (come assistenza educativa domiciliare, sostegno economico e altro ancora) non riescono a incidere in modo significativo in direzione di cambiamenti positivi, viene valutata con il Tribunale dei minori la possibilità di un affidamento familiare o per l’inserimento in casa famiglia del minore. Quindi, dopo l’allontanamento dal nucleo d’origine, il bambino sarà affidato per tempi brevi o lunghi a una nuova famiglia ritenuta più adeguata o a una struttura protetta. E la casa famiglia si configura, appunto, come una delle strutture più dinamiche, flessibili, aperte e relativamente semplici da attivare, considerate le normative in materia che delegano al Comune la facoltà di autorizzarne l’apertura e il regolare funzionamento. La casa-famiglia di Vetralla (nella ex-scuola elementare di Mazzocchio) ha usufruito dei finanziamenti europei Docup e ha una ricettività di sei posti e sarà gestita da una cooperativa di carattere sociale. I vantaggi della presenza di una casa famiglia sul territorio, secondo gli operatori del servizio sociale di Vetralla, sono diversi e significano una riduzione del 20 per cento circa dei costi delle rette giornaliere per minori collocati attualmente presso altre strutture; disponibilità dei posti in loco; disponibilità di una struttura ricettiva per le esigenze dell’intero distretto; possibilità di incremento occupazionale per gli operatori del settore. Il progetto prevede l’acquisto di una stazione multimediale–computer con software per impaginazione e montaggio video, stampante, scanner, fotocamera, videocamera, webcam. Obiettivo: sostegno alla casa famiglia per i minori con situazioni familiari molto problematiche che sta realizzando il Comune di Vetralla. Acquisto di una stazione multimediale.
Progetto Disabili
La cooperativa “Il Pungiglione” di Civita Castellana gestisce dal 1996 il centro socio educativo “Rosa Merlini Frezza”, che offre un servizio finalizzato al miglioramento della qualità della vita della persona con disabilità in età adulta, all’integrazione sociale, allo sviluppo delle potenzialità individuali e di gruppo, nell’ottica del raggiungimento della massima autonomia possibile. Per realizzare queste finalità, l’équipe, nel rispetto delle esigenze, degli interessi, delle attitudini e dei tempi personali dell’utente, si propone di pianificare un progetto di vita attraverso un percorso individualizzato, che si articola in diverse fasi e che deve essere accettato volentieri da chi ne usufruisce: accoglienza; osservazione; valutazione dei bisogni, delle capacità e delle potenzialità (profilo dinamico-funzionale); elaborazione e condivisione del progetto educativo. Per arrivare alla realizzazione del progetto individualizzato, il servizio attua un percorso metodologico che comprende il lavoro di rete, il lavoro con le famiglie, il lavoro di équipe, la programmazione e valutazione costante dell’intervento. Il progetto di vita della persona prende forma e si struttura attraverso un percorso operativo che si articola nelle diverse attività e spazi di laboratorio proposti all’interno e all’esterno del Centro e nei momenti di vita quotidiana. L’équipe degli operatori privilegia una relazione educativa alla pari, centrata sulla parte sana della persona. L’operatore, consapevole delle risorse e delle potenzialità individuali, si adopera continuamente per alimentarle con nuove proposte educative. “Il Pungiglione” concorre allo sviluppo della comunità locale attraverso una prassi di lavoro fondata sull’affermazione del diritto di cittadinanza per tutti e perciò affianca l’ente locale comunale nella progettazione, realizzazione e gestione di servizi e interventi sociali e di inserimenti lavorativi, privilegiando cittadini in condizioni di svantaggio. Massimo impegno è rivolto all’attuazione di uno stile di lavoro cooperativistico che possa valorizzare le caratteristiche del socio e del lavoratore attivando processi di partecipazione mirati alla soddisfazione personale e professionale, integrando il socio svantaggiato nella società. Il progetto prevede l’acquisto di arredi e materiale didattico per il Centro socio-educativo. Obiettivo: sostegno alla cooperativa “Il Pungiglione” di Civita Castellana per il miglioramento della qualità della vita delle persone disabili in età adulta. Acquisto di arredi e materiale didattico.
Progetto Africa
La Costa d’Avorio fino a qualche anno fa era una delle regioni più ricche dell’Africa occidentale. Poi una guerra civile, causata da motivi di suddivisione del potere nonché tribali, ha ridotto questo Paese sull’orlo del fallimento: cinque anni di combattimenti, attentati e sofferenza sono riusciti a cancellare la parola benessere dal vocabolario di questa terra. Che si trova a dover ricominciare il suo cammino verso lo sviluppo. Chi ha risentito maggiormente di tale situazione, sono state le donne, soprattutto le più giovani che, prive di una guida sicura a causa dello sfacelo del nucleo familiare, si trovano in gran numero nella condizione di madre single e fortemente in difficoltà. Ma il carattere forte delle africane non si è arreso e in un piccolo centro dell’interno, Agboville, un gruppo di ragazze ha fondato una cooperativa sociale che si occupa di agricoltura e allevamento di piccolo bestiame. Perché occuparsi di loro? Perché a Viterbo vive da oltre vent’anni il presidente onorario di questa cooperativa, Armand Secka, il primo a sostenere che la responsabilità maggiore per una ripresa e per un vero riscatto della democrazia e dello sviluppo spetti a chi per primo ha subito la diaspora. Il progetto di creare una cooperativa agricola, gestita a maggioranza da ragazze madri con lo scopo principale di valorizzare l’agricoltura locale, è di favorire l’unità e la fratellanza tra i soci che hanno origini tribali molto differenti ma che, proprio per la necessità di lavorare fianco a fianco, impareranno a conoscersi e ad apprezzarsi. Ma il progetto si ripropone soprattutto di aiutare le numerose donne finora impegnate nelle colture di auto consumo alimentare e che ora stanno passando a un nuovo modo più organico e redditizio di commercializzazione dei loro prodotti su un mercato più vasto e sicuro per un rendimento costante. Armand Secka si propone come un trait d’union tra queste giovani e l’associazione “Viterbo con amore”, che si è impegnata a finanziare un obiettivo importante, l’acquisto della terra finora affittata dalle socie della cooperativa: le giovani diventeranno così proprietarie della loro azienda agricola, assicurando l’avvenire ai loro figli che non saranno così costretti a pensare a una nuova diaspora con tutti i problemi che questa comporta. Obiettivo: Un aiuto concreto a una cooperativa sociale di donne della Costa d’Avorio che si occupano di agricoltura e allevamento di piccolo bestiame. Acquisto di terreni finora affittati dalle donne della cooperativa sociale.
Obiettivi di Solidarietà 2007 - 2008
Progetto Beatrice
Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nella popolazione femminile. In Italia vengono diagnosticati circa 33.000 nuovi casi per anno. Non esiste una vera e propria prevenzione primaria. L’arma più efficace per combattere questa malattia è rappresentata dalla diagnosi precoce. Dall’aprile 2006, all’ospedale di Belcolle è attivo l’Ambulatorio Integrato di Senologia, coordinato dalla dottoressa Patrizia Frittelli. Il centro, sorto con l’obiettivo di garantire alle donne colpite da tumore alla mammella il miglior trattamento possibile, ispirandosi alle linee guida europee, mira ad essere Polo di eccellenza nel Centro Italia. Il cardine su cui poggia il modello organizzativo dell’Ambulatorio è l’effettiva multidisciplinarità realizzata da figure professionali di primo livello, dedicate, motivate e formate per affrontare le numerose problematiche relative alle neoplasie mammarie. Obiettivo: acquisto di macchinari funzionali alla diagnosi e alla cura del tumore della mammella, da donare all’Ambulatorio Integrato di Senologia di Belcolle. PCR Real Time, apparecchiatura utile all'individuazione di mutazioni genetiche che, attraverso test molecolari, permette la personalizzazione della terapia. Sonda per chirurgia radioguidata per individuare le lesioni non palpabili (ROLL) e per la biopsia del linfonodo sentinella.
Progetto Federica
Il progetto Federica porta il nome di una giovane atleta, Federica Pellegrini, campionessa mondiale di nuoto, che ha aderito con entusiasmo a questo progetto.
La condivisione delle esperienze difficili delle persone diversamente abili rappresenta un traguardo importante per tutti. Apre una prospettiva di pari opportunità spesso ancora lontana. Come nel caso dei soggetti diversamente abili che desiderano praticare uno sport attraverso discipline come hockey in carrozzina elettrica, handbike, sci, a livello dilettantistico e agonistico federale. A loro viene destinato il secondo progetto di Viterbo con Amore, in quanto l’attività fisica è fondamentale per la sollecitazione muscolare dei disabili e ne rafforza il principio di libertà individuale. E in questo senso si presta particolarmente la disciplina del nuoto, perché l’assenza di gravità in acqua favorisce i movimenti del corpo senza affaticare i muscoli. La scelta delle apparecchiature è stata suggerita dalle associazioni che nella Tuscia prestano assistenza ai portatori di handicap. Obiettivo: acquisto e montaggio di apparecchiature adatte ad agevolare la deambulazione di soggetti diversamente abili. Sollevatore elettroidraulico da piscina, per agevolare il trasporto del disabile dagli spogliatoi della piscina fino a bordo vasca e l’entrata in acqua in modo sicuro. Rampa idraulica, per permettere alle persone affette da HIV+ e ai disabili di sottoporsi regolarmente a tutti i controlli specialistici e riabilitativi.
Progetto Alice
Il progetto non poteva che chiamarsi Alice. È un altro sogno, che potrà diventare realtà, della Fattoria di Alice. Il nome di questa struttura è ispirato alle avventure di ”Alice nel Paese delle Meraviglie”: grazie alla donazione di un terreno, si è avverato, infatti, il sogno di realizzare la Fattoria. Solidarietà è rapporto di comunanza tra persone pronte a collaborare e ad assistersi, nella piena condivisione dei casi e delle responsabilità. Il terzo progetto è destinato all’Associazione dei familiari e sostenitori dei sofferenti psichici della Tuscia, che rappresenta
un processo solidale particolarmente attivo nel territorio locale. La realizzazione di una piscina all’interno della Fattoria di Alice costituirebbe un elemento ricreativo, un’occasione di gioco per tutti i bambini ospiti, non solo per chi ha disagio di natura psichica, nella cornice di un casale completamente ristrutturato, dove, attraverso il contatto con la natura, vengono sollecitate esperienze sensoriali e non solo. Obiettivo: acquisto di una piscina da collocare all’interno della Fattoria di Alice.
Progetto la Luna nel Pozzo
L’acqua è vita.
Il quarto progetto messo a fuoco da Viterbo con Amore guarda al Kenya, in una prospettiva di solidarietà per la pace. In questo lembo di Africa, migliaia di persone delle baraccopoli, secondo una fonte Onu, non hanno questo bene primario e utilizzano acqua proveniente da fonti non sicure e
inquinate. Per garantire adeguati standard igienico-sanitari, ogni persona dovrebbe poter consumare 50/80 litri di acqua al giorno per i vari utilizzi: lavarsi, bere, cucinare, lavare abiti, stoviglie e ambienti. In Italia, se ne utilizzano circa 200 litri al giorno. Non avere acqua a sufficienza provoca conseguenze devastanti: disidratazione, infezioni, gravi malattie. La luna nel pozzo è una goccia di speranza. Obiettivo: costruzione, presso la casa di accoglienza dei ragazzi di strada di Murang’a, di un pozzo artesiano, utile per l’approvvigionamento idrico dell’azienda agricola da loro gestita e per uso domestico.
Obiettivi di Solidarietà 2006 - 2007
Associazione “ERINNA” Un rifugio protetto dalla violenza
Le donne vittime di violenza sessuale e di maltrattamenti, per strada non meno che infamiglia o sul posto di lavoro, rappresentano una piaga sociale tra le più gravi, sebbene spesso nascosta o coperta. L’associazione “Erinna” di Viterbo si occupa da anni di offrire accoglienza, ascolto, assistenza e protezione a tutte le donne che, in provincia e fuori, subiscono violenza e hanno bisogno di aiuto di tipo relazionale, legale o logistico. Peri casi di estrema gravità, “Erinna” intende istituire un fondo di emergenza che permetta tempestivamente di fornire un intervento immediato. Obiettivo: istituire un fondo di emergenza per casi gravi di donne vittime di violenza.
G.A.V.A.C. (Gruppo Assistenti Volontari Animatori Carcerari) Qualche giorno a casa con i miei
I detenuti trascorrono numerosi anni della loro vita in uno stato di separazione dal mondo "esterno"; per loro è di fondamentale importanza poter periodicamente usufruire di qualche giorno di permesso per il reinserimento sociale, in cui riprendere contatto con l’evoluzione delle realtà quotidiane e trascorrere del tempo insieme ai familiari, che spesso abitano lontano. A tale scopo, il G.A.V.A.C. gestisce a Viterbo una Casa-accoglienza per ospitare i detenuti e i loro parenti durante tali permessi. Obiettivo: fornire gratuitamente l’alloggio ai detenuti e ai loro familiari e contribuire, in casi particolari, alle spese di viaggio di questi ultimi.
Associazione di volontariato CARITAS “DON ALCESTE GRANDORI” Macchine per la cucina della mensa dei poveri
L’Associazione di volontariato “Don Alceste Grandori” opera all’interno della Caritas diocesana di Viterbo, occupandosi di importanti servizi per persone indigenti del territorio, tra cui vi è anche la mensa. L’utilizzo quotidiano della struttura, che eroga diverse decine di pasti ogni giorno, ha reso logori e mal funzionanti alcuni macchinari nelle cucine. È necessario perciò acquistare nuove macchine, in sostituzione di quelle attuali, in modo da fornire un servizio migliore. Obiettivo: rinnovo dei fuochi e del forno nella cucina della mensa per i poveri.
BANCA DEL TEMPO - Anziani e giovani: se io do un’ora a te, tu poi dai un’ora a me
La Banca del Tempo è una struttura in cui le persone possono barattarsi vicendevolmente servizi, favori o trasmissioni di competenze secondo il principio del pareggio del tempo dato e ricevuto, per cui si è, di volta in volta, creditori e debitori, gli uni con gli altri, di ore di dedizione reciproca. A Viterbo è un’iniziativa gestita dall’Associazione Genitori insieme al Centro S. Maria dell’Edera e da quest’anno, per la prima volta, Viterbo con Amore avrà un coinvolgimento diretto in un progetto di intervento sociale: organizzaree gestire per un intero anno, attraverso il coinvolgimento della Scuola e dell’associazionismo della Terza Età, uno scambio di ore prestate reciprocamente tra giovani e anziani, favorendo così il dialogo tra generazioni anagraficamente lontane ma, quanto allo spirito, più vicine di quanto si possa immaginare. Obiettivo: allestire spazi e strumenti per uno scambio di attività reciproca tra giovanie anziani.
CeIS “S. Crispino” di Viterbo - È più facile uscirne… sotto lo stesso tetto
Il CeIS (Centro Italiano di Solidarietà) “S. Crispino” di Viterbo si occupa da molti anni del recupero dei tossicodipendenti, gestendo alcune comunità residenziali nel territorio viterbese, all’interno delle quali vengono ospitate e seguite oltre un centinaio di persone per uno specifico percorso di disintossicazione e di reinserimento sociale. La cura e la manutenzione delle case e dei luoghi necessitano, di tanto in tanto, di interventi più strutturali. In questo caso, si è reso urgente il rifacimento del tetto della struttura di orientamento “Palanzana”, che ospita persone all’inizio del loro percorso direcupero. Obiettivo: rifacimento del tetto della struttura residenziale per il recupero dei tossicodipendenti “Palanzana”.
LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Viterbo - Un macchinario più avanzato per una prevenzione più efficace
La scoperta di un tumore è un evento angosciante che ancora oggi precipita nella sofferenza e nella disperazione migliaia di persone; eppure una diagnosi tempestiva significa, in moltissimi casi, la possibilità di debellare il male e avere salva la vita. A Viterbo la LILT gestisce alcune strutture ambulatoriali, site in Via Cristofori 5, per la prevenzione dei tumori (in particolare di quelli della prostata, dell’apparatogenitale femminile e della pelle); l’obiettivo è di sostituire l’apparecchio per ecografie, ormai superato, con uno più moderno e potente in modo di identificare con maggiore precisione l’eventuale insorgenza di un tumore. Obiettivo: acquisto di un più moderno apparecchio per ecografie da utilizzare per la prevenzione dei tumori.
Fondazione “PARADA” per i ragazzi di Bucarest - Un naso rosso contro l’indifferenza
“Parada” è una Fondazione nata dall’esperienza di Miloud, un clown di strada francese che ha conosciuto le condizioni di grave degrado e abbandono in cui vivono i ragazzi di strada a Bucarest. Conquistandosi la loro fiducia e coinvolgendoli nei suoi spettacoli, Miloud è riuscito a iniziare un percorso di reinserimento sociale, insegnando loro la sua arte di clown e offrendo una prospettiva di vita più dignitosa. Oggi “Parada” organizza tournee in diversi Paesi, promuovendo raccolte di fondi per continuare la sua opera di recupero sociale dei ragazzi di strada; quest’anno i ragazzi di “Parada”, su invito di Viterbo con Amore, faranno sosta anche a Viterbo. Obiettivo: sostenere un fondo per il recupero e il reinserimento sociale di ragazzidi strada.
Operazione MATO GROSSO - I giovani per i più poveri
L’Operazione Mato Grosso (O.M.G.) è un gruppo di volontariato educativo, missionario e aconfessionale nato nel 1967. Il principio guida è di regalare alle persone più bisognose il denaro che giovani volontari, organizzando gruppi e campi di lavoro, si sono guadagnati con la propria fatica. Tutto il ricavato delle attività svolte dai ragazzi, organizzati in 130 gruppi in Italia, viene utilizzato per sostenere le opere dell’O.M.G. in America Latina, dove prestano servizio 400 volontari permanenti impegnati nel fornire servizi educativi, sociali, sanitari e di assistenza all’infanzia a oltre 80 comunità povere e isolate di Bolivia, Ecuador, Brasile e Perù. Obiettivo: Acquistare macchine per la falegnameria di Uco (Perù) e attrezzature per l’agricoltura.
VST (Volontariato per il Sostegno al Terzo mondo) ONLUS - Per mangiare pane e formaggio propri
Il VST svolge la propria attività in Kenya dove, a Mboi Kamiti, nella diocesi di Murang’a, sta ristrutturando un vecchio edificio cui sono annessi diversi agri di terreno, per farne un istituto per bambini e giovani ragazzi orfani gestito insieme alla diocesi. Per esso il VST ha recentemente acquistato due mucche da latte e ha pensato, in accordo con il vescovo locale, mons. Peter Kihara, di far venire nella Tuscia quattro ragazzi per far apprendere a due di loro l’attività di panificatore e agli altri due quella di produrre formaggio, affinché, tornati in Kenya, possano sfruttare le professionalità acquisite. Obiettivo: contribuire alle spese di viaggio, permanenza e formazione professionale di quattro ragazzi kenyani per l’autosostentamento in patria.
Obiettivi di Solidarietà 2005 - 2006
Una speranza per i piccoli cuori
Bambini che vivono nella Tuscia e nascono con complicanze cardiache. L'Associazione Bambino Cardiopatico vuole realizzare, insieme alla ASL di Viterbo, un progetto finalizzato a rinnovare la strumentazione di indagine ecocardiografica relativa al settore pediatrico. La strumentazione al momento in attività risulta vetusta e insufficiente a continuare il lavoro di diagnosi su bambini che affluiscono all'ambulatorio di cardiologia pediatrica e a rendere operante un ambulatorio di ecocardiografia fetale. Obiettivo: contributo all'acquisto di un macchinario specifico alla diagnosi prenatale delle cardiopatie congenite.
Più opportunità per i figli dei detenuti
Lo stato di detenzione negli istituti di pena spesso comporta gravi disagi per i familiari, in modo particolare per i figli, con ripercussioni negative sul loro sviluppo psicofisico e culturale. “Viterbo con Amore”, il Gavac (Gruppo Assistenti Volontari Animatori Carcerari) e la Casa Circondariale di Viterbo assegneranno sei borse di studio, in favore dei figli di detenuti di età compresa tra gli undici e i quattordici anni, dei quali sarà verificata da un’apposita commissione lo stato di necessità e l’impegno scolastico. Obiettivo: Assegnazione di sei borse di studio ai figli dei detenuti della Casa circondariale di Viterbo.
Alla scoperta delle diverse abilità
Il benessere dei ragazzi colpiti dalla Sindrome di Down dipende molto dalla loro possibilità di essere autonomi, seguendo un percorso educativo che consenta loro di emanciparsi. La sezione di Viterbo dell’Associazione Italiana Persone Down ha sperimentato con successo momenti aggregativi durante appositi week end in cui hanno suscitato una nuova consapevolezza delle proprie capacità e della propria identità. Da qui la necessità di altri momenti da vivere insieme, come ad esempio le vacanze estive. Obiettivo: vacanze educative per un gruppo di 10 ragazzi con sindrome di down.<
Autonomi, nonostante tutto
Imparare a convivere con il diabete si può. Lo sanno bene i ragazzi dell’Associazione Giovani diabetici della provincia di Viterbo i quali fin dalla più tenera età intimamente apprendono gli impulsi per non sentirsi in alcun modo discriminati rispetto ai loro coetanei. Momenti importanti necessari, affinché il loro inserimento sociale non venga meno e acquisiscano quell’autocontrollo necessario a limitare le complicazioni che potrebbero insorgere con la loro situazione di vita, limitando di fatto la loro autonomia. Obiettivo: Realizzazione tre campi scuola per bambini e ragazzi con diabetici.
Una "casa aperta" dove crescere insieme
Nella provincia di Viterbo non esiste una struttura ricettiva residenziale dove possano vivere in autonomia giovani con handicap psichico. L’Associazione “Eta Beta”, che da anni opera con i ragazzi diversamente abili, vuole realizzare un progetto che consenta di andare incontro a questa esigenza attraverso l’istituzione di una casa famiglia. Grazie a questa iniziativa, si darà vita a uno spazio relazionale e di crescita privilegiato, dove i ragazzi sentendosi in un ambiente familiare riceveranno maggiori stimoli per il potenziamento delle loro capacità. Obiettivo: Fornitura arredi per una casa famiglia per ragazzi disabili.
La tenacia di chi non si arrende
Nella Repubblica Democratica del Congo, con il perpetuarsi della grave situazione politica e dei conflitti, aumentano le difficoltà dei più deboli, soprattutto dei bambini. Per cercare di alleviare le loro sofferenze, a Kinshasa, esiste l'ospedale pediatrico Kimbondo, fondato e diretto da una pediatra italiana, in cui medici e infermieri, con tutte le loro forze, cercano di migliorare non solo la salute ma anche le condizioni di vita di queste vittime innocenti, nonostante la scarsità di mezzi e strutture. Obiettivo: acquisto di letti per il reparto di neonatologia.
Mangiare bene per crescere sani
Lebbra, tubercolosi e Aids sono le malattie che ogni giorno flagellano l’esistenza di milioni di persone nel Corno d’Africa, costringendole a vivere agli estremi margini della società. Dal 1974 l’Hewo (Hansenians, Ethiopan/Eritrean Welfare Organisation), ha istituito delle comunità autogestite per restituire alla dignità della vita e al reinserimento sociale. In Etiopia, il Progetto "Garbo", seguito in modo particolare dalla sezione di Bagnoregio dell'Hewo, mira proprio a garantire l’autosufficienza agro-alimentare sottraendo i bambini più bisognosi al dramma della malnutrizione, causa primaria di malattie endemiche. Obiettivo: costruzione di un pozzo e dell’impianto di irrigazione per 8 ettari di terra da coltivare.
Investire in cultura e formazione
Elevare il livello d’istruzione rappresenta una delle priorità per migliorare il futuro del popolo africano. L’Istituto Sorelle della Misericordia in Tanzania di Veronaha creato diverse scuole di base, ma è sempre più sentita dagli studenti l’esigenza di una formazione superiore, per accedere agli studi universitari o inserirsi in modo qualificato nel mondo del lavoro. Attraverso la costruzione di nuove strutture e strumenti didattici il sogno di numerosi giovani potrebbe presto diventare realtà. Obiettivo: attivazione di due nuove aule scolastiche, Laboratori di chimica, biologia, fisica; arricchimento della Biblioteca; ampliamento del convitto.
Obiettivi di Solidarietà 2004 - 2005
Accoglienza dei bambini poveri del Perù
Suor Adalgisa Giuliobello, dell’ordine delle Suore di S. Anna, da 15 anni è missionaria in Perù, a San Vicente de Cañete, 100 Km da Lima. In questi anni ha aperto un Centro dove offre, attraverso personale qualificato, visite mediche gratuite, una scuola e una mensa per i bambini più poveri della zona, che non possono permettersi nemmeno un pasto caldo al giorno. Inoltre ha aperto la casa famiglia “Casa Hogar”, in grado di accogliere fino a 40 ragazzi, molti dei quali abbandonati, con problemi di alcool, di droga o persino vittime di abusi sessuali.
Obiettivo 1: Acquisto di 40 materassi con lenzuola per la casa, tavoli e sedie per la mensa e fondo cassa per pasti caldi.
Lotta all’AIDS in Africa
Il Progetto di assistenza, cura e prevenzione della Comunità di S. Egidio.
La diffusione del virus Hiv, responsabile del nuovo e più grave dramma africano, che colpisce 34 milioni di persone sieropositive o malate di Aids e minaccia ormai centinaia di milioni di persone in tutto il continente. La Comunità di Sant'Egidio, da anni impegnata in Italia e all’estero laddove ci sono conflitti e povertà, ha attivato in Mozambico, uno tra i paesi africani più falcidiati dall'infezione da Hiv e all’Aids, il Programma “Dream”. Il Progetto prevede interventi sanitari e di assistenza per la prevenzione e la cura dell’Aids.
Obiettivo 2: Contributo al Programma “Amici nel mondo” in Mozambico.
Recupero dei tossicodipendenti
Dalla droga alla vita, grazie alla Comunità.
Il fenomeno della tossicodipendenza non accenna a ridurre la sua diffusione: anzi, si manifesta con nuove modalità rendendone più difficile la percezione. Oltre alla prevenzione molto si è fatto e si continua a fare nel campo del recupero, grazie anche all’ausilio delle Comunità terapeutiche dalle quali ogni anno centinaia di giovani escono riappropriandosi della vita, liberi dalla droga. Il CeIS “San Crispino” da oltre venti anni si occupa del recupero dei tossicodipendenti nella provincia di Viterbo, eppure, malgrado gli indiscutibili risultati positivi, ogni giorno deve fare i conti con impellenze di ogni genere per garantire agli oltre cento ragazzi inseriti nel programma terapeutico di continuare il loro percorso.
Obiettivo 3: Acquisto di letti (strutture, reti e materassi) per la Comunità terapeutica della Quercia.
Ssostegno agli anziani
Vicini a chi è solo con il Progetto della Caritas.
La solitudine è uno dei tarli che maggiormente colpisce le persone anziane, spesso dimenticate dall’affetto dei loro stessi cari o talmente povere da arrivare a elemosinare un piatto caldo per continuare a sopravvivere. Il Progetto “Accanto all’anziano”, gestito dal Centro di ascolto diocesano della Caritas, si rivolge proprio alle persone anziane in difficoltà, offrendo un sostegno sia dal punto di vista relazionale (incontro, colloquio e ascolto), sia socio-assistenziale (consegna di generi alimentari, pulizia dell’abitazione, accudimento della persona, disbrigo delle pratiche burocratiche).
Obiettivo 4: Sostegno a 8 anziani della provincia di Viterbo per sei mesi.
Attività di svago per i disabili
“A” come accoglienza, amicizia, amore, allegria, aiuto…
Il “Gruppo a” è un’Associazione di volontariato di Viterbo che presta la propria opera a favore di 30 ragazzi e ragazze disabili. Durante alcuni pomeriggi della settimana i volontari dell’Associazione, presso il Centro ricreativo in via Carlo Cattaneo, conducono attività psicomotorie con appositi strumenti, per lo più sotto forma di gioco e svago. L’obiettivo del gruppo è far trascorrere delle ore in serenità alle persone diversamente abili e contemporaneamente offrire un supporto, per quanto limitato, alle famiglie .
Obiettivo 5: un televisore con collegamento dell’antenna, un lettore dvd e videoregistratore, materiale ludico e didattico.
Iniziative di risocializzazione per i detenuti
Produrre un vino veramente speciale.
Già da qualche anno all’interno del complesso della Casa circondariale di Viterbo, più nota come carcere di Mammagialla, i detenuti coltivano alcuni vitigni. Un’attività seguita con entusiasmo da molte persone recluse, che si aggiunge alle numerose iniziative proposte dai volontari del Gavac, d’intesa con la direzione dell’istituto penitenziario, affinché lo stato di detenzione abbia sempre più una valenza rieducativa. Dotando la Cooperativa sociale “Zaffa”, in cui operano detenuti in permesso speciale, si vorrebbe completare il ciclo produttivo con la vinificazione e commercializzazione.
Obiettivo 6: contributo per la fornitura di attrezzature per la vinicoltura.
Obiettivi di Solidarietà 2003 - 2004
Le malattie oncologiche
Quello dei tumori è un dramma che, purtroppo, tocca quasi tutti da vicino. E’ doveroso dare un aiuto a chi, con impegno, sacrificio e competenza, opera per una vita migliore e più dignitosa dei malati di cancro. Viterbo con Amore si propone di creare momenti di riflessione sulle iniziative di assistenza necessarie (per esempio, l’ospedale in casa), di organizzare incontri sulla prevenzione e per la sensibilizzazione dei cittadini su un tema tanto delicato.
A Viterbo, dove è attualmente attiva una Unità Operativa di Radioterapia Oncologica, sarà aperta, a breve, presso l’Ospedale di Belcolle, una nuova Unità. Le apparecchiature che saranno utilizzate, tra le quali un Acceleratore Lineare di ultima generazione, consentiranno l’esecuzione di trattamenti radianti molto sofisticati e la riduzione delle liste di attesa, attualmente molto lunghe per i pazienti che devono accedere al trattamento radiante. Per un corretto utilizzo di questo nuovo Acceleratore, sono necessari alcuni dispositivi già in uso per l’Acceleratore in dotazione ma che non possono essere condivisi con quello di prossima acquisizione, perché ciò creerebbe notevoli difficoltà lavorative.
Obiettivo principale di Viterbo con Amore è l’acquisto di importanti dispositivi per l’Unità Operativa di Radioterapia (un sistema completo per l’immobilizzazione ed il riposizionamento del paziente in radioterapia per i tumori testa collo e del distretto cervico cefalico; un sistema completo per l’immobilizzazione ed il riposizionamento del paziente in radioterapia per i tumori della mammella dopo l’intervento chirurgico conservativo; tre sistemi completi per l’immobilizzazione ed il riposizionamento per il trattamento dei tumori delle pelvi; dieci van lock per l’immobilizzazione dei pazienti portatori di tumori del polmone e della prostata).
Per dare speranza e pari opportunità ai malati di tumore.
La povertà
Un nostro concittadino, Don Vincenzo Bordo di Piansano, ha creato in Corea una struttura denominata la Casa di Anna. Si tratta di un luogo di accoglienza e di assistenza per le persone senza fissa dimora (comunemente chiamate barboni), in un Paese dove la povertà e la fame sono devastanti.
Viterbo con Amore vuole dedicare, nella campagna 2003, particolare attenzione alle problematiche dei cinque continenti (Africa, Asia America, Europa, Oceania).
In questa ottica, quale esempio di speranza e di impegno concreto per la rimozione delle cause che generano povertà, discriminazione e solitudine, si propone di impiegare parte del ricavato della lotteria per garantire a Don Vincenzo l’acquisto di medicinali per un anno.
Sport per disabili
Nell’anno internazionale dei disabili proclamato dall’Unione Europea, è sembrato giusto aiutare una Associazione viterbese che, attraverso lo sport, ha elevato i ragazzi a livelli di competizione internazionali. Lo sport è vita, espressione del corpo, gioco, gioia e fantasia, tutto ciò di cui più ha bisogno chi, a causa di malattie o incidenti, si ritrova costantemente escluso dalla società.
L’Associazione Vitersport si impegna da anni nel mondo dello sport per disabili, con serietà e competenza.
L’obiettivo di Viterbo con Amore riguarda l’acquisto di materiale indispensabile per lo svolgimento di alcune attività sportive (attrezzature per l’atletica e per la palestra, il nuoto, le bocce e lo sci) ed il sostegno dell’attività di orienteering, ovvero di promozione nelle scuole, affinché tutti gli alunni “diversamente abili” conoscano e siano facilitati nella pratica delle attività ludico-motorio-sportive.
Il disagio
La solitudine, le delusioni, la mancanza di autentici valori portano tanti giovani a cadere nella dipendenza da sostanze stupefacenti o da alcool o nel rifiuto del proprio aspetto fisico. Molto, in questi casi, può fare una azione di sostegno alle famiglie, attraverso corsi di prevenzione, informazione ed aiuto da tenersi nel territorio provinciale, coinvolgendo Comuni, parrocchie ed associazionismo.
Referente di tale progetto, che diventa uno degli obiettivi del 2003, per le esperienze maturate e per il personale percorso, è l’Associazione Famiglie del Ceis, insieme con gli operatori della Comunità.
Dialogo e pace
Il mondo è devastato da più di 60 guerre, molte delle quali comunemente definite “dimenticate”, ma a noi sembra più appropriato definire “nascoste”. Una di queste è la Sierra Leone, uno Stato dell’Africa devastato da anni di conflitti interni ed internazionali causati da dispute di potere per il controllo delle risorse minerarie (diamanti). Ci sembra importante aiutare l’opera di un missionario che per tanti anni è stato parroco nella nostra città, Don Maurizio Boa. Nello specifico aiuteremo a vivere, sostenendo una pensione mensile, 23 double amputees. Persone alle quali durante i conflitti sono state tagliate tutte e due le mani o tutte e due le gambe a colpi di macete.
La solitudine dei minori
E’ il tema che viene proposto all’attenzione attraverso due obiettivi.
L’esperienza di affido familiare di Ischia di Castro
La sezione di Viterbo dell’Arlaf -Associazione Romana Laziale Affidamento Familiare-, costituita nel 1989, ha promosso una esperienza significativa di affido a Ischia di Castro, dove un nucleo di volontari ha realizzato una Casa di accoglienza o di primo soccorso per tutti quei casi urgenti in cui qualcuno, in particolare minori o donne con bambini, si trova a vivere situazioni di pericolo o di abbandono. Si tratta di un ambiente familiare con punti di riferimento stabili sul piano affettivo ed umano.
L’accoglienza, assolutamente gratuita per gli ospiti, è stata finora assicurata grazie ai contributi volontari dei sostenitori dell’iniziativa.
Viterbo con Amore intende realizzare il progetto per il sostegno finanziario, per un anno, della casa di Ischia di Castro, relativamente alla normale conduzione familiare (spese per l’energia elettrica, l’acqua, il riscaldamento, l’acquisto di generi alimentari, biancheria e detersivi).
Obiettivo è la promozione della disponibilità delle famiglie all’accoglienza.
La Piccola Comunità per minori di Viterbo
Attenzione viene rivolta da Viterbo con Amore ai minori ospiti della Piccola Comunità per minori di Viterbo, servizio per minori da 0 a 18 anni.
Ai bambini e agli adolescenti che vivono nella struttura sita nel capoluogo, in Via Monte Bianco, si offre un ambiente di vita simile a quello familiare, per favorire una crescita serena, oltre ad un intervento socio-educativo personalizzato.
Viterbo con Amore dona agli ospiti della Piccola Comunità attrezzature e strumenti (quali computer e Dvd) che potranno favorire l’apertura al confronto con il mondo esterno.
Obiettivi di Solidarietà 2002 - 2003
Missione BURKINA FASO
Installazione di un nuovo pozzo per l’acqua in un villaggio della diocesi di Koupela.
Nel Burkina Faso - uno dei Paesi africani più poveri e martoriati - l’acqua, la salute e l’istruzione rappresentano bisogni primari. Nella diocesi di Koupela, per oltre venti anni ha operato il sacerdote viterbese p. Pietro Ruzzi il quale - oltre all’opera di predicazione - si è impegnato per migliorare le condizioni di vita degli abitanti, tra cui l’attivazione di pozzi per l’acqua, spesso distanti dai villaggi anche decine di chilometri.
CEIS “San Crispino”
acquisto di 8 letti a castello (totale di 16 posti), completi di reti, materassi e lenzuola; revisione e potenziamento dell’impianto docce per la Comunità di orientamento di ex-tossicodipendenti.
Nel territorio della Tuscia il CeIS “S. Crispino” rappresenta un’oasi per giovani e familiari coinvolti nel problema della tossicodipendenza. La disponibilità di accoglienza della Comunità terapeutica residenziale “La Quercia” e della Comunità di Orientamento “Pallanzana” potrebbero essere ampliate se solo fossero disponibili e potenziati arredi e impianti.
GAVAC
acquisto di un trattore per il progetto di reinserimento sociale di detenuti attraverso lavori agricoli.
Da anni l’Associazione Gavac opera all’interno della Casa circondariale di “Mammagialla” per favorire il reinserimento sociale dei detenuti attraverso laboratori artigianali e agricoli. Dopo la costruzione della serra all’interno dell’istituto penitenziario, è stato richiesto e ottenuto dal Comune di Viterbo un terreno in comodato gratuito in località Pallanzana dove avviare delle coltivazioni. Grazie all’acquisizione di appositi macchinari sarà possibile formare e far lavorare persone in stato di detenzione prossime all’uscita dal carcere.
Associazione familiari dei sofferenti psichici della tuscia
acquisto di due box per la scuderia e di un cavallo “avellinese” per ippoterapia dei giovani ospi con disturbi psichici.
Le persone che presentano un disagio psichico non sempre possono usufruire di realtà che consentano di vivere momenti di integrazione. L’Associazione Familiari e Sofferenti psichici della Tuscia, in collaborazione con la Coop. sociale “Alice”, ha iniziato la realizzazione della “Fattoria di Alice”, sulla strada Tuscanese, dove svolgere attività ricreative e rieducative. Tra le numerose iniziative previste c’è anche la costruzione di un galoppatoio dove i disabili psichici potranno svolgere l’ippoterapia.
Associazione Papa Giovanni XXIII
contributo per i progetti di pace di “Operazione Colomba” in Palestina.
L’Operazione Colomba è il progetto di intervento nonviolento in zone di conflitto dell’Associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII”, di don Oreste Benzi. A partire dal 1992 sono state effettuate molte iniziative, manifesta-zioni e presenze di pace in diversi conflitti, dai Balcani (Ex-Yugslavia, Croazia, Bosnia, Serbia, Kosovo, Albania) alla Sierra Leone, da Timor Est al Chiapas (Messico), dalla Cecenia alla Repubblica Democratica del Congo. L’ultima missione in ordine di tempo riguarda le popolazioni mediorientali.
Diocesi di Viterbo
contributo al Vescovo per necessità impellenti della Diocesi.
Mons. Lorenzo Chiarinelli ha più volte sollecitato l’attenzione alle tante realtà presenti nella Diocesi di Viterbo che in passato si sono distinte per la loro generosità ed ora si trovano in situazione di bisogno. Un monito a riflettere sulle nuove forme di povertà, talvolta invisibili eppure così vicine.
CARITAS Diocesana Viterbo
contributo per l’acquisto di un furgone per la Caritas diocesana.
Nella Lotteria “Viterbo con Amore” nessuno si è presentato a ritirare il primo premio, consistente in un Opel Corsa 1,1. Da qui l’idea di donare il corrispettivo alla Caritas diocesana di Viterbo per favorire l’acquisto di un furgone necessario al trasporto di beni e materiali.
Il “CENTRO COMUNITARIO” di Celleno
contributo per il Centro di formazione al lavoro artigianale di giovani indios in Guatemala.
Da anni il “Centro Comunitario” è promotore del Centro di formazione al lavoro artigianale di San Juan Chamelko in Guatemala, opera che si propone di formare e avviare al lavoro i giovani indios, altrimenti poverissimi. L’invio di ogni piccolo contributo si moltiplica meravigliosamente in speranza e gioia di vita.
Orfanotrofio di KURUNGA in Kenia
contributo per la costruzione di strutture sanitarie nell’orfanotrofio di Kurunga.
In Kenia l’orfanotrofio di Kurunga è uno dei pochissimi punti di riferimento per migliaia di bambini di cui altrimenti nessuno si prenderebbe cura. Hanno bisogno di tutto ma in particolare di cure e vaccinazioni, senza le quali le loro possibilità di sopravvivenza si riducono ulteriormente.
Obiettivi di Solidarietà 2001 - 2002
Ce.I.S. “S. Crispino” di Viterbo
Diretto da don Alberto Canuzzi, ha potuto attivare iniziative per favorire il reinserimento lavorativo di ex-tossicodipendenti che hanno terminato il programma terapeutico e sostenere la realizzazione del Progetto “Campus”, struttura riabilitativa rivolta a soggetti in “doppia diagnosi” (tossicodipendenti con patologie psichiatriche), sorto recentemente in località La Quercia.
Il Gavac
Presieduto da Salvatore Zafarana, ha provveduto all’escavazione di un pozzo necessario all’irrigazione del terreno agricolo in località Pallanzana, concesso dal Comune di Viterbo in comodato gratuito, primo passo per avviare le coltivazione ortofrutticole secondo quanto previsto dal progetto di formazione professionale per i detenuti prossimi all’uscita della Casa circondariale di Mammagialla.
Il Cav (Centro Aiuto alla Vita)
Guidato da Manuela Bartolini, grazie alla raccolta ha sostenuto le attività della Casa famiglia “Madre Teresa di Calcutta” e ha acquistato beni alimentari e necessari al fabbisogno di mamme e bambini (latte, pannolini, carrozzine, passeggini, lettini, vestiario). Inoltre è stato dato un supporto ad alcune famiglie in difficoltà.